AIKIDO …….ma che vuol dire??
04/01/09 20:42 Archiviato in:Praticare
Aikido
AIKIDO
…….ma che vuol dire??
Da oggi pratico Aikido…….un’arte marziale, che nome imponente, un’espressione forte che riempie di orgoglio e che un po’ fa soggezione, soprattutto per chi un’arte marziale non la ha mai praticata. Fa soggezione perché se ne sente parlare spesso come un qualcosa di violento e che si pratica con violenza e che ti insegna ad essere aggressivo e a reagire con rabbia alle situazioni difficili che si presentano di volta in volta nel corso della vita.
Ma …..cosa ne pensa chi veramente pratica un’arte marziale?? Qual è il pensiero di chi pratica l’Aikido?
“Da oggi pratico Aikido….stasera comincio, mi sono comprato il keikogi nuovo e una cintura bianca, chissà cosa troverò e soprattutto….chi troverò? Come saranno i miei compagni…..mi accetteranno? E il maestro…..gli sarò simpatico? E mi terrà in considerazione? Ma capirò qualcosa???…..sono sempre stato un tardo nel capire e poi so che ogni tanto parlano in quella lingua strana…….giapponese!!! speriamo bene!!”
Questi sono forse i primi pensieri di chi comincia, proiettati essenzialmente a quello che può essere l’ambiente in cui ci si prepara a trascorrere un pezzo, anche piccolo se vogliamo ma pur sempre un pezzo, della propria vita e da qui l’importanza degli allievi del dojo che, più del maestro, devono essere in grado di accogliere con piacere il nuovo arrivato cercando di metterlo a proprio agio e spiegandogli le regole fondamentali dell’etichetta. Anche questo è Aikido….
Ma come?? Aikido…questo?? Ma certo..!! Sbaglia chi crede che imparare l’Aikido sia semplicemente imparare, volgarmente parlando, “le mosse”, e sbaglia chi crede di imparare a fare paura, a rompere le ossa e a sgominare avversari a più non posso…chi vuole imparare questo, non deve fare Aikido.
Aikido è fusione di intenti dove ogni praticante entra in sintonia con ogni singolo elemento del luogo in cui pratica sia esso persona o cosa, nel momento in cui si mette piede sul tatami non vi sono più distinzioni tra uno e l’altro, tra questo e quello, ognuno è allo stesso momento vittima e carnefice, ognuno è indispensabile all’altro indipendentemente da ruolo che egli occupa e tutto in relazione a un’armonia universale.
Ogni cosa che accade nel dojo è e deve essere interesse di tutti, ogni cosa che si fa nel dojo, dalla pratica alla pulizia deve coinvolgere tutti e tutti si devono sentire coinvolti, nell’aikido non c’è spazio per la polemica né per la chiacchiera. La prima cosa che si impara, che si deve imparare e che si deve trasmettere è il RISPETTO, questo è il primo canone di marzialità, il rispetto per il maestro, per il luogo, per i propri compagni, per le tradizioni. Chi per primo si affaccia a questa nostra meravigliosa disciplina, deve percepire nell’ambiente questo alone di rispetto che circonda e irradia ogni cosa …solo così si può sentire parte attiva e partecipe, e può con entusiasmo cercare dentro di sé la motivazione giusta, l’equilibrio, la sfida con se stesso…
Una volta un grande maestro, alla fine della lezione si fermò a fare alcune considerazioni, e tra le tante cose disse: “ se esco di qua e una macchina in corsa mi travolge che posso fare ??? certo non un irimi nage. L’aikido mi insegna ad affrontare le cose della vita in modo diverso, mi insegna a vedere le cose in modo diverso, è l’atteggiamento mentale che cambia, non scappo più di fronte al problema, non cerco più di allontanarmi da esso, ma gli vado incontro …entro nel suo cuore e lo sconfiggo… l’aikido non ci insegna a solo sconfiggere gli avversari ma soprattutto a vincere la sfida con noi stessi”.
Luca Lancini
(AIKIDO CLUB AKA I HASHI)
Da oggi pratico Aikido…….un’arte marziale, che nome imponente, un’espressione forte che riempie di orgoglio e che un po’ fa soggezione, soprattutto per chi un’arte marziale non la ha mai praticata. Fa soggezione perché se ne sente parlare spesso come un qualcosa di violento e che si pratica con violenza e che ti insegna ad essere aggressivo e a reagire con rabbia alle situazioni difficili che si presentano di volta in volta nel corso della vita.
Ma …..cosa ne pensa chi veramente pratica un’arte marziale?? Qual è il pensiero di chi pratica l’Aikido?
“Da oggi pratico Aikido….stasera comincio, mi sono comprato il keikogi nuovo e una cintura bianca, chissà cosa troverò e soprattutto….chi troverò? Come saranno i miei compagni…..mi accetteranno? E il maestro…..gli sarò simpatico? E mi terrà in considerazione? Ma capirò qualcosa???…..sono sempre stato un tardo nel capire e poi so che ogni tanto parlano in quella lingua strana…….giapponese!!! speriamo bene!!”
Questi sono forse i primi pensieri di chi comincia, proiettati essenzialmente a quello che può essere l’ambiente in cui ci si prepara a trascorrere un pezzo, anche piccolo se vogliamo ma pur sempre un pezzo, della propria vita e da qui l’importanza degli allievi del dojo che, più del maestro, devono essere in grado di accogliere con piacere il nuovo arrivato cercando di metterlo a proprio agio e spiegandogli le regole fondamentali dell’etichetta. Anche questo è Aikido….
Ma come?? Aikido…questo?? Ma certo..!! Sbaglia chi crede che imparare l’Aikido sia semplicemente imparare, volgarmente parlando, “le mosse”, e sbaglia chi crede di imparare a fare paura, a rompere le ossa e a sgominare avversari a più non posso…chi vuole imparare questo, non deve fare Aikido.
Aikido è fusione di intenti dove ogni praticante entra in sintonia con ogni singolo elemento del luogo in cui pratica sia esso persona o cosa, nel momento in cui si mette piede sul tatami non vi sono più distinzioni tra uno e l’altro, tra questo e quello, ognuno è allo stesso momento vittima e carnefice, ognuno è indispensabile all’altro indipendentemente da ruolo che egli occupa e tutto in relazione a un’armonia universale.
Ogni cosa che accade nel dojo è e deve essere interesse di tutti, ogni cosa che si fa nel dojo, dalla pratica alla pulizia deve coinvolgere tutti e tutti si devono sentire coinvolti, nell’aikido non c’è spazio per la polemica né per la chiacchiera. La prima cosa che si impara, che si deve imparare e che si deve trasmettere è il RISPETTO, questo è il primo canone di marzialità, il rispetto per il maestro, per il luogo, per i propri compagni, per le tradizioni. Chi per primo si affaccia a questa nostra meravigliosa disciplina, deve percepire nell’ambiente questo alone di rispetto che circonda e irradia ogni cosa …solo così si può sentire parte attiva e partecipe, e può con entusiasmo cercare dentro di sé la motivazione giusta, l’equilibrio, la sfida con se stesso…
Una volta un grande maestro, alla fine della lezione si fermò a fare alcune considerazioni, e tra le tante cose disse: “ se esco di qua e una macchina in corsa mi travolge che posso fare ??? certo non un irimi nage. L’aikido mi insegna ad affrontare le cose della vita in modo diverso, mi insegna a vedere le cose in modo diverso, è l’atteggiamento mentale che cambia, non scappo più di fronte al problema, non cerco più di allontanarmi da esso, ma gli vado incontro …entro nel suo cuore e lo sconfiggo… l’aikido non ci insegna a solo sconfiggere gli avversari ma soprattutto a vincere la sfida con noi stessi”.
Luca Lancini
(AIKIDO CLUB AKA I HASHI)