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UNA SFIDA

Chi aveva detto, tanto tempo fa, che l’Aikido era prima di tutto una sfida con se stessi, non sbagliava affatto.
A volte ci si fa prendere dallo sconforto, e in un attimo non hai più certezze, non ti senti più tanto sicuro di te, di quello che fai e di come lo fai.
Vedi il Maestro eseguire una tecnica qualsiasi con una semplicità disarmante e quando provi tu non sai nemmeno come mettere i piedi per terra.
Provi e ti scopri rigido come bastone, quindi cerchi di essere più morbido e rilassato ma il maestro ti dice di non essere troppo molle…e come si deve fare?? Il maestro dice che devi avere energia ma non devi usare la forza… Il Maestro ci invita a non usare la forza esteriore, cioè quella forza di superficie che si sviluppa a volte in modo innaturale e che è fine solo a se stessa, ma a incanalare la stessa dentro di noi, ci invita ad usare la forza interiore perché è la vera forza dell’Aikidoka.
è un po’ difficile da capire e al momento pensi “impossibile… è come bere senza bagnarsi le labbra” ma ci provi e ti rendi conto che piano piano qualcosa sta cambiando.
Capisci che ti contrai un po’ di meno, che le tue spalle sono un po’ più rilassate, che sei un po’ meno curvo e che il cuore non batte più così forte.
L’Aikido è un’arte meravigliosa che non si finisce mai di scoprire, quando credi di avere imparato qualcosa, scopri che ciò che sai non è abbastanza e che c’è sempre un modo per farlo meglio.
In un attimo quello che pensavi di sapere non lo sai più, e quel poco che fai hai capito che lo stai facendo nel modo sbagliato, in un momento devi ricrederti sulle tue conoscenze e cominci a dubitare di quelle stesse capacità che un attimo prima credevi di avere….
La strada giusta per imparare è proprio questa…, la Via indicata dal Maestro non è mai stata facile e porsi dei dubbi, farsi delle domande, rivedere le proprie posizioni e ricredersi sulle proprie conoscenze, sono fattori che indicano di avere raggiunto la maturità necessaria al miglioramento che è poi il fine ultimo della vita.

Luca Lancini
(
AIKIDO CLUB AKA I HASHI)

AIKIDO …….ma che vuol dire??

AIKIDO …….ma che vuol dire??
Da oggi pratico Aikido…….un’arte marziale, che nome imponente, un’espressione forte che riempie di orgoglio e che un po’ fa soggezione, soprattutto per chi un’arte marziale non la ha mai praticata. Fa soggezione perché se ne sente parlare spesso come un qualcosa di violento e che si pratica con violenza e che ti insegna ad essere aggressivo e a reagire con rabbia alle situazioni difficili che si presentano di volta in volta nel corso della vita.
Ma …..cosa ne pensa chi veramente pratica un’arte marziale?? Qual è il pensiero di chi pratica l’Aikido?
“Da oggi pratico Aikido….stasera comincio, mi sono comprato il keikogi nuovo e una cintura bianca, chissà cosa troverò e soprattutto….chi troverò? Come saranno i miei compagni…..mi accetteranno? E il maestro…..gli sarò simpatico? E mi terrà in considerazione? Ma capirò qualcosa???…..sono sempre stato un tardo nel capire e poi so che ogni tanto parlano in quella lingua strana…….giapponese!!! speriamo bene!!”
Questi sono forse i primi pensieri di chi comincia, proiettati essenzialmente a quello che può essere l’ambiente in cui ci si prepara a trascorrere un pezzo, anche piccolo se vogliamo ma pur sempre un pezzo, della propria vita e da qui l’importanza degli allievi del dojo che, più del maestro, devono essere in grado di accogliere con piacere il nuovo arrivato cercando di metterlo a proprio agio e spiegandogli le regole fondamentali dell’etichetta. Anche questo è Aikido….
Ma come?? Aikido…questo?? Ma certo..!! Sbaglia chi crede che imparare l’Aikido sia semplicemente imparare, volgarmente parlando, “le mosse”, e sbaglia chi crede di imparare a fare paura, a rompere le ossa e a sgominare avversari a più non posso…chi vuole imparare questo, non deve fare Aikido.
Aikido è fusione di intenti dove ogni praticante entra in sintonia con ogni singolo elemento del luogo in cui pratica sia esso persona o cosa, nel momento in cui si mette piede sul tatami non vi sono più distinzioni tra uno e l’altro, tra questo e quello, ognuno è allo stesso momento vittima e carnefice, ognuno è indispensabile all’altro indipendentemente da ruolo che egli occupa e tutto in relazione a un’armonia universale.
Ogni cosa che accade nel dojo è e deve essere interesse di tutti, ogni cosa che si fa nel dojo, dalla pratica alla pulizia deve coinvolgere tutti e tutti si devono sentire coinvolti, nell’aikido non c’è spazio per la polemica né per la chiacchiera. La prima cosa che si impara, che si deve imparare e che si deve trasmettere è il RISPETTO, questo è il primo canone di marzialità, il rispetto per il maestro, per il luogo, per i propri compagni, per le tradizioni. Chi per primo si affaccia a questa nostra meravigliosa disciplina, deve percepire nell’ambiente questo alone di rispetto che circonda e irradia ogni cosa …solo così si può sentire parte attiva e partecipe, e può con entusiasmo cercare dentro di sé la motivazione giusta, l’equilibrio, la sfida con se stesso…
Una volta un grande maestro, alla fine della lezione si fermò a fare alcune considerazioni, e tra le tante cose disse: “ se esco di qua e una macchina in corsa mi travolge che posso fare ??? certo non un irimi nage. L’aikido mi insegna ad affrontare le cose della vita in modo diverso, mi insegna a vedere le cose in modo diverso, è l’atteggiamento mentale che cambia, non scappo più di fronte al problema, non cerco più di allontanarmi da esso, ma gli vado incontro …entro nel suo cuore e lo sconfiggo… l’aikido non ci insegna a solo sconfiggere gli avversari ma soprattutto a vincere la sfida con noi stessi”.

Luca Lancini
(
AIKIDO CLUB AKA I HASHI)